Il calendario è  intenso per i mercati

questa settimana, con Federal Reserve e Bank of Japan protagoniste e il petrolio ancora al centro dell’attenzione.
A questi temi si aggiungono l’evoluzione del mercato obbligazionario statunitense, la dinamica dello yen e un quadro geopolitico e politico sempre più articolato.

Dopo la riunione della BCE della scorsa settimana, che ha confermato il rialzo dei tassi e rivisto al rialzo le stime di crescita e inflazione, l’attenzione si sposta sulla Federal Reserve
Il mercato ha progressivamente aumentato le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi statunitensi, in un contesto caratterizzato da rendimenti obbligazionari elevati e da un’inflazione core risultata superiore alle attese, che ha reso quasi certa l’attesa del mercato di un rialzo Fed questa settimana.

Su quest’ultimo fronte, un contributo rilevante è arrivato dalla componente abitativa, che rappresenta oltre il 50% dell’indice core e ha registrato un incremento dello 0,3% su base mensile.
La riunione della Fed sarà quindi uno degli appuntamenti centrali della settimana.

Il mercato energetico continua a risentire delle tensioni legate al conflitto nell’area di Hormuz, in un contesto in cui il livello delle scorte assume crescente rilevanza. Negli Usa le scorte strategiche si collocano su livelli storicamente contenuti, inferiori ai 300 milioni di barili. La Cina, dopo aver ridotto sensibilmente le importazioni di petrolio nei mesi successivi all’inizio del conflitto, ha invece ricominciato ad aumentarle da luglio.

L’attenzione riguarda inoltre non soltanto il petrolio greggio, ma soprattutto i prodotti raffinati. I danni alle raffinerie in diverse aree interessate dai conflitti stanno incidendo sulla disponibilità di prodotti finali come benzina e diesel, componente rilevante anche per la dinamica dell’inflazione. La curva del Brent mostra inoltre una marcata backwardation: il prezzo spot si colloca circa 20 dollari sopra quello dei contratti con consegna a sei mesi, evidenziando una maggiore pressione sulla disponibilità di petrolio nel breve termine.

 

Il mercato obbligazionario statunitense 

continua a essere caratterizzato da rendimenti elevati e da una revisione al rialzo delle aspettative sui tassi. Il buyback del Tesoro ha raggiunto i 6 miliardi di dollari, un importo superiore a quello delle operazioni ordinarie ma inferiore alle aspettative sul mercato, orientate verso un ammontare almeno a doppia cifra.

Indicazioni rilevanti anche dalle aste sui Treasury decennali e trentennali, evidenziando una forte domanda da parte degli investitori esteri. Nell’asta trentennale, la quota assegnata ai primary dealers è risultata contenuta, mentre la componente riconducibile alla domanda estera ha raggiunto livelli prossimi all’80%. Parallelamente, la curva dei rendimenti si è appiattita: i tassi sono saliti maggiormente sulle scadenze più brevi, mentre la parte lunga della curva ha mostrato movimenti più contenuti.

 

Anche il mercato valutario sarà osservato

con la riunione della Bank of Japan di venerdì. Lo yen, dopo il recente apprezzamento da circa 164 a 154 contro dollaro, resta al centro dell’attenzione. Il mercato guarda alle indicazioni dalla banca centrale giapponese sulla possibile traiettoria dei tassi. La dinamica dello yen assume rilevanza anche per il cosiddetto carry trade, considerata la dimensione delle posizioni finanziate in yen.

Sul fronte europeo, la Francia viene osservata per l’evoluzione della situazione politica e l’allargamento dello spread rispetto al Bund, arrivato a circa 94 punti base, sui livelli più elevati dal 2012.

Anche la Germania protagonista sul fronte politico, con un nuovo appuntamento elettorale regionale nel prossimo fine settimana, un ulteriore test per gli equilibri politici del Paese.

Sul piano internazionale, centrale il confronto tra Stati Uniti e Cina, in un contesto in cui anche i BRICS cercano di rafforzare il proprio ruolo sullo scenario internazionale.

Parallelamente, il dibattito sull’intelligenza artificiale assume una dimensione sempre più strategica, anche per il crescente utilizzo in ambito militare, la competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina e il richiamo dei principali operatori (Anthropic in testa) del settore sui rischi di un’eccessiva velocità nello sviluppo di modelli più avanti.

 

Agenda della settimana

  • In agenda la riunione della Fed e, venerdì, della Bank of Japan.
  • Sotto osservazione le tensioni nell'area di Hormuz, le scorte e il mercato dei prodotti raffinati.
  • Attenzione all'andamento dei Treasury e alla domanda nelle aste.
  • Venerdì scadenza delle «tre streghe» — future su indici, opzioni su indici e opzioni su singole azioni — con un ammontare record di 9.600 Mld$ in scadenza.
  • In Europa, monitorata l'evoluzione della situazione politica in Francia e Germania.
     

 

A cura della Direzione Investimenti di Sella SGR