Comunicato Stampa

 

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Dalla ricerca di Sella SGR emerge un Sud articolato, caratterizzato da fragilità strutturali ma anche da dinamiche territoriali molto differenziate.

Se da un lato l’area mostra indicatori economici e previdenziali mediamente più deboli rispetto al resto del Paese, dall’altro non manca l’ottimismo sui progetti personali e una sensibilità diffusa verso il tema pensionistico. Il nodo centrale, però, è un altro: alla preoccupazione non sempre segue l’azione.

Preoccupazione elevata, ma minore attivazione previdenziale
L’83% dei cittadini del Sud e Isole si dichiara preoccupato per la propria pensione pubblica, in linea con la media nazionale. Tuttavia, solo il 37% ha già attivato soluzioni concrete per integrare la pensione, contro il 40% della media Italia. 
Il 46% si dice preoccupato ma non ha intrapreso alcuna azione, mentre la quota di cittadini totalmente scoperti raggiunge il 19%, quasi il 50% in più rispetto alla media nazionale. Le differenze territoriali sono significative: Abruzzo e Molise (50%) e Sicilia (43%) registrano livelli di attivazione più elevati; la Campania si attesta al 40%, mentre la Sardegna risulta la regione meno attiva (28%).

Indipendenza economica: un’area a velocità diverse
Il 62% degli intervistati nel Sud e Isole si definisce economicamente indipendente (66% Italia), ma il dato medio nasconde forti disomogeneità interne. Le situazioni più critiche si registrano in Sardegna (52%), Campania e Calabria (59%). Più solida appare invece la dorsale adriatica: Abruzzo e Molise raggiungono il 72%, Puglia e Basilicata il 67%, Sicilia il 65%.

Ottimismo e progetti di vita: aspirazioni in linea con il Paese
Nonostante minori risorse economiche, il Sud risulta sostanzialmente allineato alla media nazionale nell’ottimismo verso la realizzazione dei propri progetti di vita (60% contro 61% Italia). Tra le regioni più fiduciose Campania (66%) e Abruzzo/Molise (64%), tra le meno ottimiste Puglia (55%) e Sardegna (46%).
Anche la natura dei progetti presenta elementi comuni al resto del Paese, con alcune specificità territoriali: Sicilia e Calabria mostrano maggiore attenzione alla solidità finanziaria e all’arricchimento, Puglia e Calabria evidenziano una sensibilità più marcata verso la riduzione dei debiti, Abruzzo/Molise e Campania attribuiscono maggiore priorità ai progetti previdenziali. Le iniziative legate a famiglia e figli superano la media nazionale in Campania, Sicilia e Abruzzo/Molise.

Investire nel futuro: convinzione diffusa ma minor urgenza tra i giovani
L’86% degli intervistati del Sud e Isole considera importante investire nel proprio futuro previdenziale (Italia 88%), ma solo il 34% ritiene urgente iniziare “appena possibile” (Italia 39%). Le regioni più convinte della necessità di investire sono Calabria (94%) e Abruzzo/Molise (93%); le meno convinte Puglia (82%) e Sicilia (83%).
Il quadro evidenzia una consapevolezza diffusa, ma una percezione di urgenza meno radicata rispetto al resto del Paese.

Conoscenza e dialogo: emerge il bisogno di maggiore informazione
Solo il 27% dichiara di conoscere bene o abbastanza bene le forme di previdenza integrativa (Italia 28%), mentre la quota di chi non ne sa quasi nulla sale al 22% (Italia 19%).
Anche sul piano del dialogo il presidio risulta più debole: il 69% non ha mai parlato con alcun consulente o banca (Italia 65%), con Abruzzo/Molise come eccezione (42%).
I cittadini del Sud esprimono tuttavia esigenze chiare: conoscere la propria posizione previdenziale, valutare possibilità di integrazione sostenibile e approfondire soluzioni per familiari a carico.

Focus Sicilia: maggiore dinamismo e consapevolezza
La Sicilia emerge come regione più dinamica e informata del Sud:

•    Indipendenza economica: 65% (media Sud 62%).
•    Ottimismo: 62% si dichiara fiduciosa nella realizzazione dei propri progetti.
•    Attivazione previdenziale: 43% ha già attivato soluzioni concrete, con:
      o    22% aderito a forme integrative private,
      o    13% strumenti di accumulo alternativi,
      o    8% riscatti di laurea completi.
•    Pensione adeguata: 54% ritiene la propria pensione sufficiente (media Sud 48%).
•    Conoscenza delle soluzioni integrative: 30% dichiara di conoscerle bene o abbastanza bene (media Sud 27%).
•    Dialogo: 70% non ha mai parlato con un consulente, ma il 35% vorrebbe valutare la propria posizione previdenziale, il 39% approfondire possibilità di miglioramento, il 34% conoscere soluzioni integrative sostenibili.

La Sicilia combina quindi una maggiore consapevolezza e attivismo rispetto al resto del Sud, pur con una quota di popolazione completamente scoperta (21%), a indicare polarizzazione interna.

Conclusione: consapevolezza diffusa, ma potenziale ancora inespresso
Nel Sud e nelle Isole la consapevolezza sulla previdenza è alta e l’attenzione al futuro è diffusa. Il passaggio dalla consapevolezza all’azione dipende soprattutto dal contesto e dal supporto disponibile: dove informazione e interlocutori qualificati sono presenti l’attivazione previdenziale è più alta. Questo conferma che il potenziale esiste e può essere valorizzato con un accompagnamento mirato” ha commentato Giuseppe Crespi, Responsabile Previdenza di Sella SGR.

Il campione
La ricerca ha coinvolto 2.000 italiani tra i 25 e i 65 anni, equamente distribuiti per genere, area geografica e condizione lavorativa. L’età media è di 47 anni, il 54% ha un livello d’istruzione medio, metà lavora come dipendente, il 12% è autonomo e circa un quarto non è attualmente occupato. Il reddito medio mensile individuale è di circa 2.000 euro, con un risparmio annuo medio di 3.700 euro. Il 65% è economicamente autosufficiente, il 35% dipende in qualche misura da familiari, fra questi circa 1 su 3 dipende completamente dal sostegno familiare. Il campione include anche una quota di popolazione d’origine straniera (7%), a conferma di un approccio inclusivo e rappresentativo della società italiana.
 

Giuseppe Crespi