Comunicato Stampa

 

Secondo la ricerca di Sella SGR su un campione di 2.000 italiani tra i 25 e i 65 anni, le donne italiane risultano più esposte degli uomini sul tema della previdenza e questa fragilità rende necessario individuare soluzioni concrete per ridurre il gap esistente

Le donne italiane guardano al proprio futuro previdenziale con maggiore preoccupazione degli uomini, a causa di carriere discontinue, stipendi più bassi e carichi di cura ancora sbilanciati. L’84% teme, infatti, che la pensione possa non essere sufficiente a garantire la sicurezza economica, ma solo una su quattro ha già aderito a una forma di previdenza integrativa. A fotografare questa situazione è la Ricerca sulla Previdenza Sostenibile di Sella SGR, società di gestione del risparmio del gruppo Sella, realizzata in collaborazione con Research Dogma su un campione di 2.000 persone tra i 25 e i 65 anni.

Dalle interviste effettuate emerge che ben il 47% delle donne non è a conoscenza dell’ammontare della propria pensione futura e solo il 38% ha già attivato una soluzione previdenziale, rispetto al 54% degli uomini. Tra coloro che hanno aderito a forme integrative, la percentuale femminile si attesta al 22% contro il 27% maschile. Inoltre, solo il 40% delle donne ritiene adeguata la propria pensione, mentre tra gli uomini tale valore raggiunge il 59%.

Percorsi lavorativi più frammentari e periodi di inattività determinano un marcato divario di reddito, di risparmio e contributivo. Solo il 67% delle donne partecipanti alla ricerca ha dichiarato di avere un’occupazione contro l’82% degli uomini, mentre il reddito medio femminile è pari a 1.300 euro, nettamente inferiore rispetto ai 1.900 euro maschile. Questa differenza incide anche sulla capacità di risparmio: le donne accantonano mediamente 1.500 euro all’anno, mentre gli uomini raggiungono i 2.600 euro e la percentuale di donne che dichiara di non aver maturato anni di contribuzione è pari al 12% rispetto al 4% degli uomini.

Il quadro evidenzia una questione non soltanto economica, ma anche culturale: il 25% delle donne dichiara di non sapere nulla sulle soluzioni previdenziali e solo il 30% ne ha parlato con qualcuno. Tuttavia, il 68% vorrebbe ricevere una consulenza personalizzata, segno di una disponibilità a colmare il gap informativo se supportata da strumenti adeguati.

La ricerca mostra inoltre che, anche se le donne hanno un maggior livello di preoccupazione riguardo il divario previdenziale, risultano meno attive nell’intraprendere azioni concrete per ridurlo e solo il 33% ha infatti adottato iniziative in questa direzione. Il livello di fiducia nel futuro appare inoltre più contenuto: il 55% delle donne si dichiara ottimista, mentre tra gli uomini la percentuale sale al 67%.

Questi dati confermano che la previdenza è uno dei principali punti di fragilità finanziaria per le donne italiane – afferma Mario Romano, Amministratore Delegato di Sella SGR –. Colmare il divario richiede un’azione coordinata che trasformi la preoccupazione in conoscenza e la conoscenza in strumenti concreti di pianificazione. Come Sella SGR, siamo impegnati a promuovere una cultura previdenziale inclusiva e a sviluppare soluzioni che rispondano alle esigenze di tutte le persone, con particolare attenzione alle donne, per garantire stabilità e serenità nel lungo termine”.

La ricerca si inserisce nel più ampio percorso del gruppo Sella orientato a promuovere educazione finanziaria, inclusione e parità di genere, in coerenza con la strategia “Make an Impact” e iniziative come il roadshow “Voglio una Borsa Rosa”, oltre alla recente Certificazione per la Parità di Genere ottenuta dal Gruppo.

Mario Romano